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È venuto il momento di parlarvi delle virgolette, che con la virgola non c’entrano niente. Olga ne parla nella ventesima puntata, e distingue fra virgolette basse e virgolette alte. Sentiamo: OLGA: La riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu era finita da mezz’ora e i telegiornali avevano appena dato la notizia, quando un gruppo di persone si è riunito davanti al Parlamento Europeo per manifestare per la pace. SALIF: Olga! Puoi leggere in silenzio? Sto dormendo! OLGA: No, Salif, se leggo ad alta voce riconosco meglio tutte le caratteristiche di un articolo giornalistico! Devo prepararmi bene… ho un incontro importante… SALIF: Potresti almeno abbassare il volume? OLGA: Ci provo… OLGA: Il leader del gruppo ha dichiarato: «Noi vogliamo esprimere la nostra posizione...»… ecco, qui ci sono le virgolette basse, perché il giornalista ripete esattamente le parole del leader… non ricordo però quando si usano quelle alte! SALIF: Basta, Olga! Mettiti a dormire! OLGA: E va bene… potresti avere anche un po’ di pazienza eh? SALIF: Olga. Ti amo. Dormi. OLGA: Dormo. Le virgolette basse, che sono queste: «…», si adoperano, sempre in coppia, per riportare un discorso diretto. Ne abbiamo già parlato a proposito dei due punti: il discorso diretto indica esattamente le parole dette o scritte da una persona, come nell’articolo che Olga stava leggendo, dove il giornalista ha usato il discorso diretto per ripetere esattamente le parole del leader politico e le ha inserite tra virgolette: «Noi vogliamo esprimere la nostra posizione...». Adesso devo dare una mano a Olga, che non ricorda quando si adoperano le virgolette alte, che sono queste: “….”. In molti casi, usare le virgolette alte o quelle basse è la stessa cosa. Ad esempio, il discorso diretto può stare anche fra virgolette alte. Le virgolette alte e quelle basse si adoperano senza differenze anche per riportare il titolo di un libro, di un film, di un quadro, di una scultura. Per esempio: “La vita è bella”, oppure «La Divina Commedia», oppure “La Pietà” di Michelangelo. Attenzione, però: un titolo possiamo metterlo fra virgolette se scriviamo a mano; se invece scriviamo al computer, allora il titolo dobbiamo metterlo in corsivo: La vita è bella, La Divina Commedia, La Pietà di Michelangelo, e così via. Infine, c'è un uso molto particolare delle virgolette alte di cui voglio parlarvi. Quando, scrivendo, usiamo una parola con un significato diverso da quello normale (un significato strano o particolare), allora dobbiamo mettere quella parola tra virgolette alte. Vi faccio un esempio: normalmente, la parola mattone indica un blocco di argilla o di altro materiale che serve per costruire i muri delle case: un oggetto pesante, insomma. Bene. Se io volessi dire che un libro che ho letto o un film che ho visto erano noiosi o pesanti, potrei dire: Quel libro (oppure: quel film ) è un “mattone”. Scrivendo, dovrei scrivere quel “mattone” tra virgolette alte: così, farei capire che ho dato a questa parola un significato particolare, lontano da quello comune. Chiudo con un augurio: speriamo che non diciate che queste mie lezioni sono un “mattone”!