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Nella dodicesima puntata Olga e il suo caporedattore Giulio discutono dell’uso di un segno di interpunzione molto difficile: il punto e virgola. OLGA: Pronto? Sì, Giulio, tutto bene… sto studiando il dossier della Caritas… GIULIO: Come mai? OLGA: Ho un’idea in mente, non riguarda il giornale, né le interviste… è un progetto un po’ ambizioso ma… anzi, guarda, voglio chiederti un’informazione… posso? GIULIO: Ma certo! OLGA: Ho queste due frasi: “Il numero degli imprenditori è molto rilevante e in continuo aumento, e comprende molti immigrati che prima erano lavoratori dipendenti” e questa: “alcuni di loro hanno migliorato la propria formazione, e hanno reso più stabile il loro soggiorno”… secondo te fra queste due frasi quale segno di punteggiatura ci va? La virgola? GIULIO: No, la virgola qui non va bene, perché l'argomento è cambiato. OLGA: Il punto? GIULIO: No, nemmeno il punto, perché l'argomento cambia, ma non troppo: c'è un collegamento con la frase precedente. Qui il punto e virgola sta meglio del punto. OLGA. Grazie, Giulio. Scusa se ti disturbo per questi piccoli dubbi, ma mi fido di te… Poi è peggio sbagliare la punteggiatura dell’articolo che diventare un po’ noiosa... Giulio ha ragione: il segno di punteggiatura che ci vuole è il punto e virgola, perché l’argomento cambia, ma non troppo. È proprio così: il punto e virgola si adopera quando due frasi sono autonome e separate dal punto di vista della forma, ma non dal punto di vista del contenuto: quello che c’è scritto dopo il punto e virgola è fortemente legato a quello che è scritto prima. Poiché c’è questo legame, il punto non va bene, va meglio il punto e virgola. La cosa migliore sarà leggervi un esempio, che prendo ancora dal romanzo Il visconte dimezzato di Italo Calvino. Sentite in che modo Calvino descrive l’aspetto di un personaggio del romanzo. “Il dottore aveva sessant’anni ma era alto quanto me; [punto e virgola] aveva un viso rugoso come una castagna secca, sotto [...] la parrucca; [punto e virgola] le gambe […] sembravano più lunghe, sproporzionate come quelle d’un grillo, anche per via dei lunghi passi che faceva; [punto e virgola] e indossava una marsina – vuol dire un vestito - color tortora con le guarnizioni rosse”. Notate: ogni frase ha al centro un argomento diverso: il dottore, il viso del dottore, le sue gambe, il suo vestito. Però tutti questi argomenti rinviano a un tema comune più grande, che è l’aspetto fisico del dottore in generale. Perciò Italo Calvino non collega tutte queste frasi né col punto (che sarebbe troppo) né con la virgola (che sarebbe poco), ma col punto e virgola. Arrivederci!