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PER USARE L’ITALIANO

 

 

Quante cose impariamo dai nostri amici oggi! Impariamo a comprare la frutta (pesche, ananas, albicocche, banane, limoni), la verdura (zucchine, broccoletti, spinaci, piselli), i pomodori, il pesce, la carne e altri generi alimentari: la pasta, i formaggi, il latte e molte altre cose.

 

VIGILE: Che belle pesche...

 

ZOU: ......... Qui dice dieci yogurt all'albicocca, cinque all'ananas, cinque alla banana e dieci alla fragola...

 

ZOU: Invece vorrei un po' di limoni...

 

PAULINE: Allora vuoi anche le zucchine?

 

JULIA: Questa pasta sta bene insieme alle verdure: dei broccoletti, o degli spinaci

 

JULIA: Deve provare le farfalle con i funghi e i piselli...

 

JULIA: Nella pasta rossa c'è del pomodoro...........

 

JULIA: Facciamo gnocchi freschi ogni giovedì.

 

MARCIA: Le uova sono fresche?

 

ZOU: Ma i biscotti al cioccolato?

 

Ormai, sappiamo fare la spesa e sappiamo usare all’inizio la parola gentile vorrei e alla fine le parole per favore, per piacere, per cortesia.

 

MARCIA: Intanto vorrei delle carote e due chili di patate, per favore....

 

JULIA: ...................Che cosa desidera?

KHADIJA: Beh… volevo otto etti di quadrucci e un chilo di pappardelle, per favore...

 

Come avete sentito, un’altra parola gentile invece di “vorrei” è “volevo”.

Sappiamo comprare le patate, e sappiamo anche dire quante patate vogliamo. Sappiamo comprare il latte e sappiamo anche dire quanto latte vogliamo. I nostri amici, infatti ci insegnano a indicare le quantità:

 

MARCIA: vorrei un chilo di pesche e sei etti di insalata

 

KEVIN: Questi sono trenta yogurt all'ananas da mezzo chilo...

 

MARCIA: Ah! vorrei anche un litro d’olio biologico.

 

Un chilo vale 10 etti; mezzo chilo vale 5 etti; un etto vale 100 grammi.

Il latte, l’olio, l’acqua, il vino si comprano in litri: un litro, mezzo litro, un litro e mezzo, due litri e così via.

 

KEVIN: Poi venti litri di latte a lunga conservazione...

 

Se vogliamo comprare qualcosa ma siamo indecisi, perché forse costa troppo, allora chiediamo:

 

MARCIA: ............ quanto costano le pesche?

PAULINE: Le pesche costano 2 euro e cinquanta centesimi al chilo...

 

Ormai sappiamo comprare le patate o le uova. Ma quando non sappiamo quante patate o quante uova vogliamo comprare, possiamo dire: “Vorrei un po’ di uova” oppure “Vorrei delle patate”, “vorrei dei broccoli”, “degli spinaci”, “del pane”, “della mozzarella”. Anche queste espressioni indicano una quantità, ma non precisa. Infatti il negoziante di solito chiede: “quanti?”, oppure: “quanti ne vuole?”.

 

MARCIA: Bene, allora vorrei un po' di uova.

PAULINE: Quante?

MARCIA: Sei.

 

MARCIA: Intanto vorrei delle carote e due chili di patate, per favore.

 

Queste forme, del, dello, della, degli, delle nascono dall’unione della preposizione di con gli articoli determinativi e hanno anche un significato diverso da un po’ di. Servono a spiegare meglio la parola che viene prima:

 

ZOU: Allora pago il conto con il biglietto della lotteria.

VIGILE: Posso vedere la certificazione dei suoi prodotti biologici?

 

Un biglietto. Quale biglietto? Un biglietto della lotteria. La certificazione. Quale certificazione? La certificazione dei prodotti biologici.

 

Torniamo alla nostra spesa. Alla fine chiediamo il conto, come abbiamo imparato a fare al bar:

 

MARCIA: Quanto pago?

 

KHADIJA: Mi fa anche il conto, per favore? Quant’è?

JULIA: Sono trenta euro.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale