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Oggi, grazie ai nostri amici, possiamo giocare con l’italiano, e far diventare le parole più grandi o più brutte. Come? Se cambiamo la parte finale di un nome o di un aggettivo, e gli aggiungiamo –one o –ona, lo facciamo diventare più grande. Un libro è un libro; un librone è un libro grande. Un’amica è un’amica, ma se è una grande amica è un’amicona. E Anna non è semplicemente pigra ma, come dice Salif, una pigrona.
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SALIF: Che librone! Di che si tratta?
FELA: È un’ottima vicina di casa!
SALIF: È anche un’amicona per Olga!
SALIF: ............... Anna, quella pigrona, si è offerta per fare le pulizie…
Se invece di –one e –ona usiamo un’altra finale: -accio o –accia, il significato delle parole cambia in un altro modo. Sentiamo.
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TERESA: Sì, e anche il muratore ha finito il suo lavoro. Ora vado a scuola. Oggi ho quattro ore di lezione.In classe ho tutti bravi ragazzi: per fortuna non sono ragazzacci....E voi state senza Olga?
SALIF: ..............E non passare per via Como… è una stradaccia,
Avete sentito? Dei ragazzacci sono dei ragazzi cattivi; una stradaccia è una strada brutta, piena di buche e magari senza illuminazione, oppure è una strada pericolosa, dove si incontrano persone cattive.
Passiamo ora a un altro argomento. Chi di noi non ha desideri, speranze, ambizioni e progetti per il futuro? Tutti ne abbiamo, specialmente i ragazzi (naturalmente non i ragazzacci); ma non solo i ragazzi. Maria vuole fare l’interprete, Olga, lo sappiamo, la giornalista, Gianni il ricercatore. Ascoltiamo i nostri amici:
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ANNA: ..........Sì, dopo devo incontrare Maria, la nipote di Tania. Farà l’interprete
FELA: Olga diventerà una fantastica giornalista!
ANNA: .....Dopo la laurea farà il ricercatore in biotecnologie, ma per ora si paga gli studi con il lavoro di elettricista.
Maria farà l’interprete, Olga diventerà giornalista, Gianni fa l’elettricista. Notate che questi nomi di professione in –ista (giornalista, elettricista, antennista, stilista, dentista ecc.) possono essere sia maschili sia femminili: Olga è una donna, mentre Gianni è un uomo. Ma diremo che Olga fa la giornalista, mentre ad esempio, Giorgio fa il giornalista. In questa puntata abbiamo sentito anche altri nomi di professione. Ad esempio, l’idraulico, che ripara i tubi dei bagni e delle cucine, oppure l’imbianchino, che dipinge i muri; la maestra, che insegna ai bambini; e il muratore, che costruisce i muri, le case:
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SALIF: ........aspetterà lei l’idraulico che deve fare una riparazione
SALIF: .............Sono andati via gli imbianchini?
TERESA: Prova a parlarne con le sue maestre...
TERESA: Sì, e anche il muratore ha finito il suo lavoro
Naturalmente, per descrivere desideri e progetti bisogna usare il futuro. Noi il futuro lo conosciamo già, ma sarà bene riprenderlo un po’. Il futuro dei verbi in –are finisce in erò, come in parlerò, parlerai, parlerà, parleremo, parlerete, parleranno:
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SALIF: Ci parlerò oggi stesso.
TERESA: .........così tu lavorerai tranquillamentelo porterò qui e faremo qualche disegno insieme…
Il futuro dei verbi in –ere finisce allo stesso modo, come in leggerò, leggerai, leggerà, leggeremo, leggerete, leggeranno:
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SALIF: No, lo prenderà Teresa.
SALIF: .............così li conoscerà anche Olga!
ANNA: ..............prenderemo un caffè insieme
Invece, il futuro dei verbi in –ire finisce in –irò, come in sentirò, sentirai, sentirà, sentiremo, sentirete, sentiranno.
INSERT DOCUFICTION
SALIF: ..............Sentirò cosa ne pensano
TERESA: Provala e poi mi dirai che cosa ne pensi!
TERESA: ............così dormirai tranquillo