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Seguendo la famiglia abbiamo imparato tante forme e tanti esempi di cortesia linguistica, abbiamo imparato quelle che io chiamo sempre le parole gentili. Per esempio, abbiamo visto come si chiede il permesso di fare qualcosa: Posso aprire la finestra? Possiamo fermarci un momento? E così via. Oggi impariamo altre espressioni gentili. Come si fa a chiedere un favore in modo cortese? È facile. Sentiamo i nostri amici:
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FELA: Ah senti… avrei bisogno del tuo aiuto…
TANYA: ...… posso chiederti un favore?
OLGA: ..............puoi farmi un favore? potresti andare tu a prendere Mansour? ................ E poi potresti stare con lui nel pomeriggio?
FELA: ........Ma allora devo chiederti un favore: dopo il test mi presteresti il tuo portafortuna per la tesi?
Avete sentito: “Avrei bisogno del tuo aiuto, “ Posso chiederti un favore?”, “Puoi farmi un favore?”, “Devo chiederti un favore…”. Notate che dopo una di queste formule, Olga ad esempio ha chiesto: “potresti andare tu a prendere Mansour?” e Fela ha detto: “Mi presteresti il tuo portafortuna?”; cioè non hanno dato un ordine: “Va’ a prendere Mansour” o “Prestami il portafortuna!”, ma hanno fatto una richiesta in modo gentile, con il verbo al condizionale.
A un amico o a un parente, invece, possiamo anche parlare in modo più diretto e familiare. Possiamo dirgli: “Dammi una mano”, oppure: “Mi dai una mano?”, proprio come fa Anna:
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ANNA: ................senti, mi dai una mano per favore? Prendimi un po’ di olio
A queste richieste così gentili è difficile dire di no. E infatti i nostri amici rispondono: Volentieri, Con piacere, Certo. Insomma a queste domande di solito non rispondiamo solo , perché vogliamo incoraggiare la persona che ci chiede un favore. E se vogliamo essere ancora più gentili possiamo aggiungere: “Che cosa ti serve?” o “che cosa le serve?” oppure: “di che cosa hai bisogno”? o “Di che cosa ha bisogno?”:
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CHEN: Certo! Che cosa ti serve?
CHEN: Con piacere!
SALIF: Volentieri!
SALIF: Ma certo!
Se non possiamo fare quello che ci viene chiesto, allora dovremo dire che ci dispiace, e spiegare perché non possiamo, proprio come fa Olga, che deve correre al lavoro in redazione e non può aiutare Anna:
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OLGA: Mi dispiace slate mojo, ma proprio non posso… sono in ritardo!