chiudi la finestra
Segui le dirette sul portale di Rai Arte SEGUICI SU FACEBOOK

Livello B2
Unità 2

Alternative Display Source – LivePreviewPage.htm
Aggiornamenti ogni 30 minutes.
Bookmark – Arte news

Get Adobe Flash player

Ladri di biciclette: un famoso film italiano,
INSERT scena Film
Luis ha spiegato che genere di film è, chi è il regista, chi è il protagonista e poi ha raccontato la trama.
INSERT DOCUFICTION
LUIS: Ieri ho visto un film stupendo: Ladri di biciclette. ............................
FELA: Di che genere è il film?
LUIS: Drammatico. Il regista è Vittorio De Sica. Se vuoi ti racconto la trama.
FELA: Sì.
Drammatico. Il regista è Vittorio De Sica. Se vuoi ti racconto la trama.
FELA: Sì.
LUIS: Siamo a Roma, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il protagonista è un uomo molto povero e disoccupato.
Nel cinema, genere vuol dire ‘tipo’. Un film può essere di genere drammatico (quando racconta una storia triste), comico (quando fa ridere), sentimentale (quando racconta una storia d’amore); oppure può essere un film d’avventura, di guerra, dell’orrore (ma ormai tutti dicono horror). Il regista è la persona che dirige tutto: dice agli attori come devono recitare, decide come si devono riprendere le scene, mette insieme le varie parti del film. Poi c’e’ Il protagonista ,il personaggio più importante del film; infine la trama è la storia raccontata dal film.
Quando Luis racconta a Fela la trama di Ladri di biciclette, usa dei verbi molto utili in italiano.
INSERT DOCUFICTION
Un giorno finalmente comincia a lavorare, ma un ladro gli ruba la bicicletta che è necessaria per lavorare. Lui è disperato, continua a cercare la sua bicicletta per molto tempo, ma non la trova, e senza la bicicletta perderà il lavoro. Alla fine, smette di cercare perché vede una bicicletta parcheggiata in strada e la ruba.

Comincia a, continua a, smette di: questi tre verbi segnalano un’azione che inizia, che continua e che finisce. Ricordate che dopo comincio (o inizio) e dopo continuo c’è la parola a, mentre dopo finisco (o smetto) c’è la parola di . Dopo a o di, c’è sempre un infinito:
INSERT DOCUFICTION
TERESA: ..... Ho affittato l’appartamento e mi hanno dato le chiavi per cominciare a ripulirlo
FELA: Sai, zio, che ho cominciato a leggere una raccolta di poesie di Senghor
OLGA: .............Domani parti!
SALIF: Nooo…. Continuo a dormire
OLGA: Smetti di dormire e mangia!
Sentiamo adesso cosa pensano i nostri amici di qualche film che hanno visto e di qualche libro che hanno letto o dei cd che hanno ascoltato:
INSERT DOCUFICTION
SALIF: Ho finito di leggere un libro veramente bello… è la storia di una famiglia africana sparsa in giro per il mondo…
OLGA: Interessante!
SALIF: Molto … veramente avvincente…
FELA: ...........c’è una poesia dedicata al nipote… proprio commovente!.................

Avete sentito? se un film o un libro ci è piaciuto, diremo che è bello o proprio bello; se ci ha colpito la storia, diremo che è interessante, avvincente o addirittura commovente). Possiamo dire ancora di più di “bello”, ad esempio: magnifico, stupendo, fantastico; oppure, se non ci è piaciuto, diremo che è brutto, forse perché era banale, stupido o noioso; e se poi non ci è piaciuto per niente, diremo che è orribile o addirittura atroce! Come vedete, possiamo scegliere tutti gli aggettivi che vogliamo.