chiudi la finestra
Segui le dirette sul portale di Rai Arte SEGUICI SU FACEBOOK

Livello B2
Unità 1

Alternative Display Source – LivePreviewPage.htm
Aggiornamenti ogni 30 minutes.
Bookmark – Arte news

Get Adobe Flash player

Parlare con gli altri è difficile. Abbiamo il diritto di esprimere le nostre idee, ma abbiamo anche il dovere di ascoltare e rispettare le idee degli altri.
Spesso, quando iniziamo un discorso, usiamo una parola che non ha un significato preciso, ma serve solo a cominciare la conversazione. Questa parola può essere allora, come dice Salif:
SALIF: Alloraaaa… volete ascoltarmi?
Oppure può essere dunque, come dice di nuovo Salif:
SALIF: … Dunque, Olga,… volevo dirti…
Se dobbiamo fare un discorso un po’ lungo e vogliamo essere chiari, dobbiamo aiutare gli altri con dei segnali, cioè con delle parole e delle frasi che aiutino a seguire il discorso.
Se dobbiamo fare un discorso che prevede più parti, all’inizio useremo delle parole o frasi per cominciare, come per esempio fanno i nostri amici:
OLGA: Anzitutto hai il viso che parla, si vede tutto quello che pensi…
KARIM: … Prima di tutto sei bravissima…
ANNA:….. ….Anche tu
Quando diciamo anzitutto, prima di tutto, per prima cosa, in primo luogo, chi ci ascolta capisce che lì inizia la prima parte del nostro discorso. Poi, il discorso continuerà con una seconda parte. Le parole per aprire questa seconda parte, per collegare questa seconda parte alla prima sono poi, inoltre, in secondo luogo.
LUIS: … per prima cosa non ho pranzato… e poi sento un odorino!
OLGA: E inoltre… so bene che hai nostalgia del Senegal…
Quando arriviamo all’ultima parte del discorso, diciamo per ultima cosa o infine:
OLGA: E infine… questo corso ti appassiona troppo…
Sentiamo come Fela segna le parti del suo discorso: Prima di tutto..., inoltre..., per ultima cosa...:
FELA: Prima di tutto è un’ottima idea, inoltre penso che sia anche molto originale… e per ultima cosa… sicuramente ti darà l’occasione di incontrare persone interessanti che fanno volontariato…
In alcuni casi, quando il nostro discorso arriva a una conclusione precisa, allora diciamo insomma:
SALIF: … insomma: non ci saranno problemi, secondo me!
Quell’insomma significa: “Dopo tutto quello che ho detto, ecco la conclusione”.
Se vogliamo entrare in una conversazione già iniziata, non possiamo interrompere il discorso degli altri, dobbiamo aspettare il nostro turno o almeno dobbiamo chiedere il permesso di parlare, proprio come fanno Karim, Olga e Salif:
KARIM: Scusate, ragazzi! Posso dire una cosa?
OLGA: scusate, ragazze... Posso dire una parola?
SALIF: Posso parlare?… la zia purtroppo non beve caffè!
Sentito? Prima di parlare, dobbiamo chiedere: posso dire una cosa?, posso dire una parola? posso parlare?, oppure vorrei aggiungere una cosa. Se proprio dobbiamo interrompere le parole degli altri, dobbiamo chiedere scusa, come fanno Salif e Lucia:
SALIF (entrando) Ragazzi, scusate… posso dire una cosa?
FELA: Certo zio!
OLGA: Non voglio creare problemi a Mariama…
SALIF: Scusa, Mariama è mia sorella…
ANNA: … e poi è successa una cosa…
LUCIA: Scusa, ma devo interromperti! Non sono d’accordo con te…
I nostri amici hanno adoperato due verbi importanti: devo e posso. Vi ricordate questi due verbi irregolari? Se non ve li ricordate, ascoltate:
OLGA: Devo pensarci,
ANNA. … non devi girare il latte con le dita…
KARIM: Dobbiamo essere realisti, Anna, non sara’ facile
OLGA: .........non posso stare lontana da Mansour!
GIULIO: Aspetta, Olga… vorrei parlarti... Puoi fermarti un secondo?…
SALIF: ............possiamo mettere più libri...
Il presente di potere fa: io posso, tu puoi, lui o lei può, noi possiamo, voi potete, loro possono; il presente di dovere fa io devo, tu devi, lui o lei deve, noi dobbiamo, voi dovete, loro devono.