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FELA: io sono stato lontano per qualche anno e quando sono potuto tornare ho trovato tanti cambiamenti… Fela è potuto tornare o Fela ha potuto tornare? Vi confesso che qualche volta il dubbio viene anche a me. Per risolverlo, devo parlarvi di tre verbi che ormai conoscete bene, ma che non vi ho mai illustrato in modo approfondito. Questi tre verbi sono "potere, dovere e volere". Questi verbi si dicono “servili” perché non stanno da soli, ma precedono un infinito e servono a formare, con questo infinito, un unico verbo: io posso cantare, io devo andare, io voglio partire. Potere, dovere e volere sono irregolari, ma il presente lo avete usato moltissime volte. Comunque, ricordiamolo: io posso, tu puoi, lui o lei può, noi possiamo, voi potete, loro possono; io devo, tu devi, lui o lei deve, noi dobbiamo, voi dovete, loro devono. Io voglio, tu vuoi, lui o lei vuole, noi vogliamo, voi volete, loro vogliono. Fin qui, nessun problema. Le difficoltà cominciano quando dobbiamo fare il passato prossimo di questi verbi. Come si comportano i nostri amici? Sentiamo Salif: SALIF: E io non ho voluto insistere... SALIF: Meno male che sei voluto venire con me! Non so se avete notato che Salif ha usato volere, al passato prossimo, una volta con l'ausiliare avere (“non ho voluto insistere”) e una volta con l'ausiliare essere (“sei voluto venire”). Perché? Perché la scelta fra avere e essere dipende dall'infinito che segue il verbo servile. La questione è un po' complessa, perciò, per ora, mi limito a darvi una regola di base, che permette di non sbagliare mai. Il modo più sicuro è scegliere l’ausiliare che si usa con il verbo che sta all’infinito dopo dovere, potere o volere. Salif dice “Hai dovuto studiare” perché il verbo studiare ha l'ausiliare avere. Ha studiato, ha dovuto studiare: SALIF: Bravo Karim! Hai dovuto studiare tanto ma ora raccogli i frutti! Allo stesso modo, Karim dice “Fela non ha voluto lavorare” perché il verbo lavorare ha l'ausiliare avere: ha lavorato, ha voluto lavorare: KARIM: Ma come mai Fela non ha voluto lavorare lui qui? Invece, Fela dice “sono potuto tornare”, perché il verbo tornare ha come ausiliare essere: sono tornato, sono potuto tornare. FELA: quando sono potuto tornare ho trovato tanti cambiamenti… Invece, con i verbi riflessivi (ve li ricordate: io mi chiamo, io mi lavo) potete scegliere liberamente fra avere e essere. Karim dice che il padre “ha dovuto adattarsi” (avrebbe anche potuto dire “si è dovuto adattare); Anna dice “mi sono dovuta impegnare parecchio”, ma avrebbe anche potuto dire: “ho dovuto impegnarmi parecchio”: KARIM: Sì, ha dovuto adattarsi... ANNA: Senti, Fela, mi sono dovuta impegnare parecchio, va bene? Passiamo adesso a un altro argomento. Durante la puntata i nostri amici hanno adoperato spesso degli aggettivi che finiscono in -ale che indicano un periodo di tempo espresso in mesi o in anni ANNA: Tranquilla, ora studio… Non ho frequentato un corso semestrale per farmi bocciare! Semestrale vuol dire 'che dura sei mesi', oppure 'che succede ogni sei mesi'. Annuale, che i nostri amici non hanno usato, vuol dire 'che dura un anno', oppure, 'che succede una volta all'anno'; KARIM: Beh. in un certo senso… è una specializzazione biennale che si fa dopo la laurea triennale… Biennale vuol dire 'che dura due anni', oppure, 'che succede una volta ogni due anni'; triennale vuol dire 'che dura tre anni', oppure, 'che succede una volta ogni tre anni'. Per chiudere il conto, aggiungo quadriennale per 'quattro anni', quinquennale 'per cinque anni', decennale e ventennale 'per dieci e venti anni', come dice Olga: OLGA Ha un’esperienza decennale, da lui c’è molto da imparare… Arrivederci alla prossima puntata! In questa puntata abbiamo imparato: - a formare il passato prossimo dei verbi servili: io sono potuto tornare, io ho potuto mangiare; io sono dovuto andare, io ho dovuto scegliere; io sono voluto partire, io ho voluto cambiare. - a usare gli aggettivi che terminano in -ale e in -ile e indicano un periodo di tempo: annuale, biennale, decennale, mensile ecc.