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Eh, insomma! Anna ha proprio un bel caratterino... A proposito di caratteri. Oggi vedremo come si fa a descrivere il carattere di una persona. È semplice: bisogna usare gli aggettivi, le espressioni e i modi di dire adatti. Proprio come fanno i nostri amici. Sentite, per esempio, in che modo Olga e Salif descrivono il carattere di Anna: SALIF: Ti preoccupano le diete di Anna? OLGA: Un po’. Anche se so che Anna è ragionevole e alla fine la sua alimentazione è corretta… Prima o poi smetterà di tenersi in forma per quei provini… SALIF: Anna ti preoccupa sempre ma sai benissimo che è una ragazza seria e affidabile. "Anna è ragionevole, seria e affidabile": ecco tre aggettivi che indicano un buon carattere. Ragionevole vuol dire 'che si lascia guidare dalla ragione, dal buon senso'; affidabile vuol dire che ‘ci possiamo fidare di lei’. Anche Anna pensa di avere un buon carattere: ANNA: Stanno cercando una ragazza proprio come me, capisci? Una ragazza allegra, dal carattere aperto, costante nel lavoro e senza grilli per la testa... Sentito? Anna pensa di essere allegra, di avere un carattere aperto, di essere costante (cioè una che non lascia le cose a metà, si impegna fino in fondo), e di essere senza grilli per la testa (un'espressione che vuol dire 'non capricciosa'). Ma nessuno è perfetto, neanche Anna. Un difetto ce l'ha: è gelosa! KARIM: Sai, Anna, sono proprio felice di aver scoperto che sei gelosa… ANNA: Ma no non sono gelosa! Naturalmente, ci sono molti altri aggettivi adatti a descrivere i difetti di un cattivo carattere. Ve ne dico qualcuno: presuntuoso (che pensa di valere più di quel che vale), antipatico, egoista (che pensa solo a sé stesso). Oppure testardo, come Fela: ANNA. È un testardo, ma in fondo è buono come il pane! Sentito? Fela è testardo, cioè è uno che segue solo le sue idee senza ascoltare le opinioni degli altri. Però è “buono come il pane”, cioè buonissimo. Spesso, per descrivere il carattere di una persona, si fanno dei paragoni con cose o con animali. Per esempio, posso dire di qualcuno che è lento come una lumaca (o anche, semplicemente, che è una lumaca); posso dire che è furbo come una volpe (o anche, semplicemente, che è una volpe), che è curioso o dispettoso come una scimmia. Oppure, che s'infuria (cioè si arrabbia) come un toro, come Lorenzo: Lorenzo è un ragazzo tranquillo e un gran lavoratore, rispetta tutti, ma non ama i prepotenti, che lo fanno infuriare come un toro... All'inizio ho detto: Anna ha un bel caratterino. Siccome bello è un aggettivo che si adopera molto per descrivere il carattere (oltre che l'aspetto fisico di una persona), voglio spiegarvi come si usa. Bello al maschile singolare ha due forme: bel e bello. Bel si adopera come l'articolo il. Se davanti a un nome dovete mettere l'articolo il, allora dovete anche usare l'aggettivo bel: il ragazzo, un bel ragazzo, come dice Lucia: LUCIA: Beh, è un bel ragazzo Bello si adopera come l'articolo lo: lo spettacolo, un bello spettacolo, come dice Olga: OLGA: ...Pensa che bello spettacolo! Naturalmente, prima di un nome che comincia per vocale, si usa bell' con due l e l'apostrofo: si dice un bello spettacolo ma un bell'amico. Al plurale, bel fa bei, proprio come l'articolo il al plurale diventa i: i libri, dei bei libri, come dice Olga: OLGA: ....ha scritto dei bei libri! Bello, infine, al plurale fa begli, proprio come l'articolo lo diventa gli: gli amici, begli amici. Arrivederci alla prossima puntata! In questa puntata abbiamo imparato: - a descrivere il carattere di una persona: “Anna è ragionevole”, “È una ragazza seria e affidabile” - a usare le diverse forme dell’aggettivo bello: “Un bel ragazzo”, “Un bello spettacolo”, “Dei bei libri”, “Dei begli spettacoli”