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A casa Ba succede tutto e il contrario di tutto. A proposito di contrario: già conosciamo tanti aggettivi che significano uno il contrario dell’altro. Per esempio: bello e brutto, buono e cattivo, alto e basso e così via. Non sempre, però per indicare un contrario abbiamo bisogno di una parola diversa. In alcuni casi basta mettere prima dell’aggettivo un pezzettino che si chiama prefisso. Sentite i nostri amici. KARIM: Tu, piuttosto, Fela, sei scontento? SALIF: Con chi me la prenderò io senza il mio nipote testardo e disordinato? SALIF: La porterò a casa… È inutile rischiare, Scontento è il contrario di contento. Karim lo forma mettendo una s davanti a contento. Disordinato è il contrario di ordinato, e Salif lo forma mettendo il prefisso dis- davanti a ordinato. Infine, inutile è il contrario di utile. Fela lo forma mettendo il prefisso in- davanti a utile. S-, dis- e in- sono i tre prefissi che, messi prima di un aggettivo, formano l’aggettivo di significato contrario. Facciamo qualche altro esempio: condito / scondito; corretto / scorretto; cortese / scortese; armato / disarmato; attento / disattento; continuo / discontinuo; adatto /inadatto; certo /incerto; visibile/invisibile. Attenzione: se l’aggettivo comincia per p o per b, la n del prefisso in si trasforma in una m: il contrario di possibile, quindi è impossibile, e il contrario di bevibile (che significa ‘che si può bere’) è imbevibile (che significa ‘che non si può bere’). Infine, se l’aggettivo comincia con la lettara r o con la l, anche la n del prefisso in diventa una r o una l: il contrario di reale è irreale, e il contrario di legale è illegale, come dice Salif SALIF: Eh sì. Vendere prodotti scaduti non solo è illegale, ma è anche pericoloso! Passiamo a un altro argomento. Quali parole dobbiamo usare se vogliamo esprimere una conseguenza? Ascoltiamo i nostri amici e lo sapremo subito: FELA: Ho già portato tutti i documenti, quindi partirò presto. OLGA: E poi sua madre ha bisogno di lui, dunque Fela non può tirarsi indietro... CAPOREDATTORE: Mi piace la tua idea, perciò adesso dico alla mia segretaria di procurarti i recapiti, Ho portato i documenti, quindi – conseguenza – partirò presto. La madre ha bisogno di lui dunque – conseguenza – Fela non può tirarsi indietro. Mi piace la tua idea, perciò – di conseguenza – dico alla segretaria. Per esprimere una conseguenza possiamo usare una di queste tre parole quindi, dunque e perciò. La posizione di quindi e dunque è libera: anziché dire quindi partirò presto, Fela avrebbe potuto dire Partirò presto, quindi; anziché dire dunque Fela non può tirarsi indietro..., Olga avrebbe potuto dire Fela, dunque, non può tirarsi indietro. Ci sono anche altre parole che servono per esprimere una conseguenza: una è sicché. I nostri amici non l’hanno usata, sicché (ecco la conseguenza) la uso io. Arrivederci alla prossima puntata! In questa puntata abbiamo imparato: - a formare aggettivi di significato contrario con i prefissi s-, dis- e in-: da contento scontento; da ordinato disordinato; da utile inutile - a esprimere una conseguenza: “Ho portato i documenti, quindi partirò presto”, “Sua madre ha bisogno di lui, dunque Fela non può tirarsi indietro”, “Mi piace la tua idea, perciò adesso dico alla mia segretaria di procurarti i recapiti”