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SCENA 0 - INT – GIORNO - SOGGIORNO SALIF: Vedi, Fela, come sono le donne… ti lasciano qui e non ti spiegano perché… FELA: Ma zio dove sono andate la mamma e Olga? SALIF: Boh! E si sono portate pure Anna… FELA: E secondo loro dobbiamo stare ad aspettare qui? Ma perché? SALIF: Ci vuole pazienza, Fela, tanta pazienza… FELA: Guarda, zio… FERMO IMMAGINE Qualche giorno prima… SCENA 1 – INT - GIORNO - CUCINA Salif, Olga, Anna ANNA: Mamma! Facciamo una sorpresa a Fela Gli sistemiamo la stanza! OLGA: Certo, certo, ma mancano ancora un po’ di giorni… Salif non è ancora andato al Municipio per autenticare la lettera d’invito, altrimenti Mariama non può venire con Felaa proposito, Salif, hai finito di scriverla? SALIF: Eccola. Dichiarazione di ospitalità. Il sottoscritto Salif Ba, con la presente, comunica di voler ospitare la cittadina straniera Mariama Ba. OLGA: Ricordati che devi fare la fotocopia del tuo documento e allegarla. SALIF: Pensavo di andare domattina in Municipio quando la bottega è chiusa… OLGA: Bene. Non vedo l’ora di conoscere Mariama ANNA: E’ simpatica la mamma di Fela, Salif? SALIF: Mia sorella? Beh… sai, le sorelle hanno sempre un sacco di difetti… OLGA: Salif! Tua sorella è deliziosa! SALIF: Ma certo certo… ora vedrete quando arriva… sconvolgerà la casa! ANNA: Ma che lingua parla? OLGA: Non preoccuparti, Anna, Mariama parla italiano. ANNA: Come mai? SALIF: In Senegal ha lavorato per una famiglia italiana, guardava i loro bambini… OLGA: E ha dovuto imparare un po’ di italiano per raccontare le favole… ANNA: Che bello! Così potrò chiederle come era Fela da piccolo… SALIF: Povero Fela! Il giorno dopo… SCENA 2 – INT GIORNO MUNICIPIO Salif si reca in Municipio ad autenticare la firma della lettera d’invito. Intanto Olga e Anna… SCENA 3 – INT – GIORNO - STANZA FELA ANNA: Sai cosa piacerebbe Fela? OLGA: Cosa? ANNA: Una stanza da solo. Senza Mansour. OLGA: Ma no. Fela adora Mansour. ANNA: Sì, ma ha anche bisogno di un po’ di pace per studiare. OLGA: Non sono d’accordo con te. ANNA: Ma sì! Mansour gli rompe tutti i libri… ci disegna sopra… OLGA: Su questo hai ragione. Ma è un bambino piccolo… bisogna capirlo… ANNA: Secondo me non è vero! Anche i bambini piccoli possono capire… OLGA: Quando eri piccola facevi così anche tu, Anna… ANNA: Ah sì? OLGA. Eh sì! ANNA: Beh, mettiamo a posto qui… OLGA: Meglio eh? ANNA: Meglio! SCENA 4 – INT GIORNO MUNICIPIO SALIF: Buongiorno! IMPIEGATA: Buongiorno! Si accomodi! SALIF: Io devo autenticare la firma su questa dichiarazione di ospitalità che devo mandare al consolato italiano in Senegal per far venire mia sorella in Italia. IMPIEGATA: Prego, mi dà un documento? SALIF: Ecco. IMPIEGATA: Sì. Bene. Metta la firma, la data di oggi. Ha la marca da 52 centesimi? SALIF: Sì. Eccola. IMPIEGATA: Ecco fatto. Adesso questa può spedirla al consolato in Senegal oppure a sua sorella che la porterà al consolato. SALIF: Grazie. IMPIEGATA: Aspetti. Scusi. Segno il suo nome per la statistica. Più tardi… SCENA 5 – INT GIORNO - REDAZIONE DEL GIORNALE CAPOREDATTORE: Allora, Olga, questa intervista a Zeudi Araya… mi piacciono molto le domande… hai saputo parlare delle cose più interessanti per il nostro giornale… brava! OLGA: Grazie e… per quanto riguarda l’italiano? CAPOREDATTORE: Beh… OLGA; Ecco, lo sapevo… CAPOREDATTORE: Ma no, Olga, non devi preoccuparti… è normale… tu non sei italiana e qui si tratta di scrivere in italiano… OLGA: E di scrivere bene… per un giornale… non sono in grado, credo… CAPOREDATTORE: Ma scherzi? Hai solo bisogno di allenamento e di perfezionare qualche sfumatura. Guarda qui, per esempio. Fra queste due frasi tu hai messo una virgola; secondo me ci voleva un punto, perché tra una frase e l'altra l'argomento cambia completamente. OLGA: Ah… ecco… non mi era chiaro questo, in effetti… FUNZIONE LETTURA CAPOREDATTORE: Sai, Olga, io credo che questa sfida con l’italiano scritto tu la vincerai! OLGA: La prossima settimana inizierò il mio corso… CAPOREDATTORE: Bene! E vedrai che sarai la più brava della classe! OLGA. Forse no… ma sarò sicuramente la più testarda della classe! CAPOREDATTORE: E questa intervista è molto buona… ora la correggiamo un po’ e poi la mandiamo in stampa! OLGA: Davvero? CAPOREDATTORE: Ma certo! Qualche ora dopo… SCENA 6 – EST GIORNO - CASA - OLGA: Sono emozionatissima… finalmente conosceremo Mariama ANNA: E soprattutto tornerà Fela! OLGA: Fela aveva bisogno di questo viaggio, sai, Anna… ANNA: Lo so… ma mi è mancato… per me è come un fratello sai… OLGA: Non lo metto in dubbio, ma Fela è il più grande di cinque veri fratelli… ogni tanto deve aiutare sua madre! ANNA: Certo, mamma… ma Fela adesso è felice in Italia… sua madre deve capirlo… OLGA: Lo capisce, e poi c’è Salif, glielo spiegherà! ANNA: Secondo me hai proprio ragione! Ecco la macchina! Arrivano! OLGA. Eh sì! La macchina di Salif si riconosce… ANNA. Fela! La macchina si ferma. Scendono Fela, sua madre Mariana e poi Salif. Fela e Anna si abbracciano. ANNA: Fela! Finalmente! Non ce la facevo più a badare a Mansour! È il più birichino di tutto l’asilo! Ora tocca a te… FELA: Ah ecco… ti sono mancato eh? ANNA: Dai… scherzo! OLGA. Benvenuta Mariama! (lo dirà prima in senegalese, come atto di omaggio verso la cognata) Sono felice di conoscerti! MARIANA: Anch’io Olga… so che mio fratello è felice… SALIF: Eh… con questa famiglia… Sono l’uomo più felice del mondo, cara sorella! OLGA: Vogliamo entrare ora? Mariama vorrà rinfrescarsi… preparo un the? ANNA: Sì, io vado con Fela a disfare le valigie e guardo cosa mi ha portato… perché tu mi hai portato un regalo vero, Fela? FELA: Per forza! Se no chi ti sente? SCENA 7 – INT – GIORNO SOGGIORNO Sul divano sono seduti Salif e Mariama, parlano fitto in wolof. SALIF: Beh, Mariama, parliamo in italiano… così può capire anche OlgaMARIAMA: Sono d’accordo. Io sono contenta per Fela con voi sta bene… ma lo vorrei con me, in Senegal… SALIF: Stavo dicendo a Mariama che ci tornerà in Senegal, prima o poi… ma ora sta studiando qui… OLGA: Sai, Mariama, hai ragione, io capisco le tue preoccupazioni, anch’io non posso stare lontano da Anna, ma… Fela si trova davvero bene in Italia… SALIF: Si sta impegnando… gli piace molto quello che studia… MARIAMA: Ne sono certa. A casa ci ha raccontato tutto dell’università … OLGA: Dagli questa possibilità, Mariama SALIF: Ancora per un po’, qui ci siamo noi… e magari verrà più spesso a trovarti… MARIAMA: Non so… ho bisogno di lui con i fratelli, soprattutto adesso che lavoro come sarta… SALIF: Pensaci su, sorellina, e adesso goditi la vacanza in Italia, d’accordo? MARIAMA: D’accordo! Sono venuta soprattutto per conoscere Olga! OLGA: Grazie cognata! SALIF: Sai Olga che in Senegal una delle sorelle dello sposo diventa madrina della novella sposa? MARIAMA: “novella”? che vuol dire? SALIF: significa “nuova”, è una donna che si è sposata da poco... OLGA: È proprio una bella tradizione! Però non sono più tanto novella come sposa… SALIF ride MARIAMA: Ho aspettato tanto, Olga… sono felice di conoscerti! OLGA: Anch’io, cara cognata… o devo chiamarti ‘madrina’? Ridono SALIF: E ora beviamoci il the! Brindo a Mariama e all’Italia! MARIAMA: Viva l’Italia! Nel frattempo… SCENA 8 – INT – GIORNO STANZA DI FELA Anna, Fela FELA: (tira fuori alcuni oggetti dalla valigia) Ecco qui… questo è per te! ANNA: Che bello! FELA: E’ un batik. È un oggetto molto prezioso in Senegal… guarda… è tutto fatto a mano… ANNA: Fammi vedere! FELA: Sono degli animali africani… questo batik era il più bello di tutti! ANNA: Grazie, Fela! E’ bellissimo… lo metterò subito in camera mia! Ci farò un copriletto! FELA: Così avrai un po’ di Senegal… ANNA: Sei stato bene, Fela? FELA: Sì, sono stato benissimo. La mia casa, i fratelli, la mamma, la mia terra… solo che… ANNA: Ti mancava l’Italia… FELA: Sì, la mia casa ora è qui, anche se so che tornerò laggiù, ma so anche che voglio tornare per fare qualcosa per il mio Paese… ANNA: E sarà così, Fela, lo so! FELA. Grazie, Anna! Alcuni giorni dopo… SCENA 9 – INT – GIORNO - CUCINA Olga, Anna. ANNA: Ciao, mamma. Che fai? OLGA: Sto preparando l’iscrizione a scuola… ANNA: Allora hai deciso? OLGA: Assolutamente sì. ANNA: Però l’intervista è andata bene… OLGA: Sì ma solo perché Giulio me l’ha corretta… il mio italiano scritto è incerto… anche il parlato a volte… devo cominciare il corso subito se voglio davvero diventare giornalista qui in Italia… ANNA: Brava, mamma! E Mansour chi lo tiene? OLGA: Non preoccuparti! Il corso è di mattina e Mansour è a scuola! ANNA: Meno male! Intanto… SCENA 10 – INT – GIORNO STANZA DI FELA Mariama Mariama è sola, sta facendo il letto di Fela, si guarda intorno, incuriosita, sfoglia le carte, osserva i dischi, trova delle foto, ne trova una: è quella del matrimonio di Olga e Salif, in cui tutti si abbracciano felici. La osserva. Sono sorridenti tutti ma in particolare Fela su cui si zooma. Il viso di Mariama lascia trasparire la comprensione che Fela è molto felice e legato alla sua nuova famiglia. Più tardi… SCENA 11 – INT – GIORNO - BOTTEGA Salif, signora che fuma Entra in bottega una signora con una sigaretta in mano SALIF: No, signora, guardi il cartello! Questo è un luogo pubblico… è vietato fumare! SIGNORA: Mi scusi, ha ragione. Arrivederci! SALIF: Pronto? Olga? Sai che ci sono riuscito? Tra poco arriva la poetessa brasiliana Marcia Theophilo, un’importante voce dell’Accademia Mondiale di Poesia… OLGA: E cos’è quest’Accademia? SALIF: Un’iniziativa dell’Unesco che proclama ogni anno il 21 aprile Giornata Mondiale della Poesia. SCENA 12 – BOTTEGA SALIF: Signora Theophilo, l’Amazzonia è il tema ispiratore delle sue poesie. Qual è il messaggio che vuole trasmettere? MARCIA: L’impatto più grande che ho avuto da piccola è stato quando ho visto la foresta, la foresta è per me come mia nonna. È un tutt’uno con noi, con la natura, con gli alberi, con gli animali ma principalmente diviene un dizionario perché sono le parole della foresta che sono esseri vivi della foresta e hanno soltanto quelle parole lì. Se muoiono quelle parole muoiono quegli esseri. SALIF: Viaggiando tra Brasile e Italia, lei ha creato un ponte tra due continenti… la poesia può dunque essere uno strumento di dialogo tra i popoli? MARCIA: La poesia è come una preghiera, è uno strumento di dialogo. Oggi noi abbiamo un momento molto difficile a livello internazionale nella politica. La politica oggi ti dà poche opportunità di realizzare la nostra utopia, i nostri grandi sogni. La poesia non è compromessa con l’economia. SALIF: Ha mai provato a scrivere in italiano? MARCIA: Le mie poesie sono in lingua precolombiana. Io già devo introdurre, tradurre al Brasile moderno il linguaggio della foresta, perché il linguaggio della foresta non è solo linguaggio delle tribù indios. È anche un linguaggio onomatopeico. Ad esempio, “murmurmurumuriri” è il nome di un albero perché è il verso di un animale che lo abita, quell’albero. Può essere il nome di un fiume, di una tribù, il nome di un pesce… può diventare il nome di un albero, di una persona, così come il nome di una persona può diventare il nome di una forma, perché è un tutt’uno, è un ecosistema. SALIF: Nonostante le grandi soddisfazioni che le vengono dal suo lavoro, le restano ancora dei sogni da realizzare? MARCIA: Io non ho delle soddisfazioni, io vivo la mia poesia e se la mia poesia non diviene un’importante preghiera per salvare la foresta, io non esisto. Il mio sogno non esiste, è un sogno perduto. SALIF: E ora mi legge una breve poesia? MARCIA: (legge in brasiliano). Nella foresta esistono più occhi che foglie, più cuori che pietre. È la notte dell’armonia, una notte soltanto, una notte dell’anno e non si sa quale… i cuori di tutti gli animali si accendono luminosi e scompaiono. I corpi e tante luci vagano nel bosco quante le stelle nel cielo. È la notte dell’armonia, non si divorano né si conoscono, si incontrano il giaguaro e il tapiro, il coccodrillo e il gicarucan, il tucano e l’anaconda, la farfalla e l’iguana. E per una notte soltanto, nella foresta, esistono più occhi che foglie, più cuori che pietre. SALIF: E’ veramente una poesia deliziosa. MARCIA: Io preferirei che fosse una poesia più che deliziosa. Una poesia che desse possibilità di capire che la foresta è più importante di noi due assieme. Il giorno dopo… SCENA 13 – INT GIORNO CUCINA Mariama, Fela. FELA: Che buono, mamma, il ceebu jèn… meno male che lo zio Salif ha trovato la manioca e il tamarindo… vedrai come piacerà ad Olga! MARIAMA: Olga mangia… come si dice…? FELA: La cernia! Sì, sì, le piace tutto il pesce… MARIAMA: Spero di riuscire… non ho le mie cose come in Senegal… FELA: Ma ci sono tanti utensili anche qui… a Olga piace cucinare e anche zio Salif lo fa! MARIAMA: A casa non cucinava… FELA: Questa è la sua casa ora, mamma… MARIAMA: Fela? FELA: Sì, mamma? MARIAMA: Sei veramente felice qui? FELA: Sì, mamma. Molto. MARIAMA: Sai, per zio Salif non sarà facile mantenere anche te... FELA: Certo, mamma, lo penso anch’io... anche se zio non mi fa pesare mai niente… voglio cercarmi un lavoro… MARIAMA: E lo sai che, ora che sei grande, anch’io ho bisogno di un aiuto da te? FELA: Sì, mamma. Ma io sto cercando un lavoro, così aiuterò lo zio con le spese e manderò dei soldi a te… MARIAMA: Pensi di farcela? FELA: Certo, mamma, sono giovane e forte e poi sai… l’università… MARIAMA: Dimmi. FELA: Per la triennale mi iscriverò a geografia… voglio occuparmi di geopolitica e tornare in Senegal e fare qualcosa per il mio paese… MARIAMA: Davvero? FELA: Certo! MARIAMA: Figlio! Sono orgogliosa di te! Si abbracciano Nel frattempo… SCENA 14 – INT GIORNO SOGGIORNO Olga. Entra Anna. ANNA: Mamma! Hai sentito che odorino in cucina? Chissà Mariama che sta preparando! OLGA: Uno dei piatti migliori del Senegal! Il ceebu jèn! ANNA: Sembra appetitoso… OLGA: Lo è! ANNA: Tu che stai facendo? OLGA: Sto studiando… ieri c’è stata la prima lezione… voglio subito rivedere gli argomenti… ANNA: Che studi? OLGA: Il superlativo relativo. ANNA: E ti è tutto chiaro? OLGA: Beh, sì, credo... Ho capito che è molto simile ai comparativi... ANNA: Sì, ma devi ricordarti che qui c’è l’articolo davanti a più e meno! OLGA: Grazie, Anna! Poco dopo… SCENA 15 – INT – GIORNO CUCINA OLGA SALIF OLGA: Quel ceebu jèn era davvero fantastico… SALIF: È vero. Mariama è la cuoca più brava della famiglia OLGA: Persino Anna l’ha mangiato tutto… SALIF: Meno male, così stasera sei tranquilla… OLGA: Sai che mi ha detto Mariama? SALIF: No, dimmi OLGA: È d’accordo a lasciare Fela qui per un po’, per farlo studiare… e gli ha chiesto solo di lavorare un po’… per aiutare noi e la sua famiglia… SALIF: Ne sono felice… Fela sta bene qui. Deve completare gli studi se vuole tornare in Senegal con buone possibilità… OLGA: Sei preoccupato Salif? SALIF: No, ora no. Perché Mariama è tranquilla... ora ha visto come vanno le cose… OLGA: Vado a farle compagnia, allora… ci pensi tu? SALIF: Come sempre, cara. Più tardi… SCENA 16 – INT – GIORNO - SOGGIORNO Mariama. Olga OLGA: Mariama cosa guardi? Uh… stasera ci sono i Promessi Sposi… MARIAMA: Ma Olga… qui in Italia la televisione è ancora in bianco e nero? Da noi è a colori! OLGA. Ma no, Mariama., questo è un vecchio programma degli anni ’60… lo trasmettono di nuovo perché è stato un grande successo… I Promessi sposi sono il romanzo più famoso tra gli italiani… MARIAMA: Di che parla? OLGA: Questo è Renzo, il fidanzato di Lucia… non possono sposarsi perché c’è un certo don Rodrigo che si è messo in mezzo… MARIAMA: Come finisce? OLGA. Bene, bene… MARIAMA: Allora guardiamolo! Nel frattempo… SCENA 17 – INT – GIORNO - STANZA FELA Fela sta leggendo gli annunci di lavoro Entra Anna. ANNA: Fela, hai un evidenziatore? FELA: Come lo vuoi? Giallo o rosa? ANNA: E’ uguale. Che fai? FELA: Leggo gli annunci. ANNA: Cerchi lavoro? FELA: Sì. Vorrei fare qualcosa per aiutare mia madre e pagarmi gli studi almeno… ANNA: Aspetta… ti do una mano- La sera dopo… SCENA 18 – INT GIORNO - SOGGIORNO Mariama, Mansour MARIAMA: E’ tardi. Andiamo a letto. MANSOUR: No. Io non dormo. MARIAMA: Adesso la zia ti racconta una bella favola. MANSOUR: Sì!!! MARIAMA: Allora… in Africa c’era una bellissima giraffa… alta e snella, la più alta di tutte le giraffe… ma siccome era così bella era anche vanitosa e superba e non aveva rispetto per nessuno, non aiutava nessuno e andava in giro tutto il giorno a mostrare quanto era bella e diceva sempre. “Guardatemi! Sono la più bella!” Gli altri animali, però, cominciano a stancarsi e un giorno la scimmia decide di darle una lezione… Un giorno le dice: “Ma come sei bella! Come sei alta! Sei la più alta di tutti gli animali! La tua testa arriva dove nessuno può arrivare…” e la porta verso la palma. Allora la scimmia chiede alla giraffa di prendere i datteri in alto, quelli più dolci. La giraffa si sforza ma non ci arriva. Allora la scimmia salta sul dorso della giraffa, poi sul collo e sulla testa e riesce a prendere i datteri… Allora la scimmia dice alla giraffa: Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, e anche la meno modesta della giungla, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali. La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli. Più tardi… SCENA 19 – INT GIORNO - SOGGIORNO Fela e Salif SALIF: Vedi, Fela, come sono le donne… ti lasciano qui e non ti spiegano perché… FELA: Ma zio dove sono andate la mamma e Olga? SALIF: Boh! E si sono portate pure Anna… FELA: E secondo loro dobbiamo aspettarle qui? Ma perché? SALIF: Ci vuole pazienza, Fela, tanta pazienza… FELA: Guarda, zio… FERMO IMMAGINE SALIF: Ma guarda! Da quanto tempo non vedevo le tue creazioni, Mariama! MARIAMA: E guardale ora: SALIF: Olga! OLGA: Stasera, grazie all’ago e al filo di Mariama, sono un po’ senegalese anch’io! SALIF: Che bella sorpresa! MARIAMA: E non è finita… guardate un po’! FELA: Anna! ANNA: Eccoi qui, Fela stasera abbiamo portato il vostro Senegal qui in Italia! OLGA: Contenti? SALIF: Sì, amore… vieni qui! E anche tu, sorella! FELA: Mamma, sei bellissima! SALIF: Stupenda! Continua…