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SCENA O – EST GIORNO - ASILO SALIF MANSOUR SALIF: Adesso andiamo a vedere questo tuo famoso amico… chissà da dove viene… su andiamo in giardino… è lì che dorme vero? FERMO IMMAGINE Qualche giorno prima… SCENA 1 – INT GIORNO - SOGGIORNO PC FELA Chat: FELA: Ciao Meryem ci sei? MERYEM: Sì FELA Come va? MERYEM Tutto ok FELA Hai deciso qualcosa? MERYEM Sì. Verrò in Italia a lavorare per un po’ FELA Evviva. Così ti conoscerò MERYEM Devo cercarmi un lavoro però… FELA Posso provare a chiedere in giro MERYEM DAVVERO? Sarebbe magnifico J Sei il migliore degli amici! FELA Appena so qualcosa ti mando un’e-mail MERYEM Grazie, Fela! FELA A presto allora! MERYEM A presto Baci Ciao ciao FELA Ciao ciao FELA: Adesso mando un messaggio a Luis… “ti aspettiamo a pranzo x le 13” Nel frattempo… SCENA 2 – EST – GIORNO – STRADA – ENTRATE NEGOZI OLGA Olga, carica di buste della spesa entra ed esce dai negozi, cammina. Poco dopo… SCENA 3 – INT GIORNO CUCINA SALIF poi OLGA OLGA: Ciao amore… che bello il sabato quando siamo tutti insieme… Mmmm hai preparato il cous cous Grazie! guarda… ho preso il pane buono, la frutta e persino un dolcetto… perché sai, c’è anche Luis a pranzo… SALIF: Bene! OLGA: Allora lo hai fatto con la menta o il basilico? SALIF: Beh... il couscous è migliore con la menta che con il basilico. OLGA: Sì. Anche secondo me, perché la menta è più profumata del basilico. SALIF: In realtà in Senegal non mettiamo né menta né basilico, ma ho modificato un po’ la ricetta… OLGA: Mmmm, buono! È migliore del mio cous cous... E Mansour dov’è? SALIF: E’ venuta Alessandra, la mamma di Giacomo, a prenderlo. Lo ha invitato a pranzo per farli giocare un po’. OLGA: Veramente il sabato mi piacerebbe stare tutti insieme… SALIF: Lo capisco, ma per Mansour è importante frequentare i suoi amici anche fuori dalla scuola… SCENA 4 – TELEFONATA INT GIORNO – CAMERA ANNA ANNA-KARIM ANNA: Karim? Ciao! Sei sveglio? KARIM: Ma certo. Sono uscito per comprare i giornali… ANNA: Ti va di venire a pranzo? KARIM: Beh… preferisco venire dopo… ANNA: Allora ci vediamo verso le quattro? KARIM: Ma certo. Così andiamo al cinema. Preferisci un film d’amore o d’azione? ANNA: Il mio umore di oggi è meno adatto a un film d’amore che a un film d’azione. KARIM: Ottimo. Allora a dopo. ANNA: A dopo. SCENA 5 – INT – GIORNO - SOGGIORNO OLGA SALIF FELA ANNA LUIS SALIF: Allora, Luis, come va in cantiere? LUIS: Benissimo. È un lavoro che mi piace molto. SALIF: E’ sicuramente faticoso... LUIS: Sì, ma non è peggiore di altri lavori... E poi ho imparato molto. Soprattutto ho capito che i miei colleghi sono dei veri professionisti, non è un lavoro improvvisato… A mio parere, ci vogliono competenze, bisogna conoscere i materiali… infatti gli operai si specializzano continuamente per conoscere sempre le nuove tecniche… Il rischio maggiore di questo lavoro è la mancanza di professionalità... FELA: Ti sei proprio appassionato… LUIS: Sì, è più una passione che un semplice lavoro. Del resto anche mio nonno era un muratore… era bravissimo, e quando è emigrato in Argentina con il suo fratello minore la sua professione è stata la sua fortuna. OLGA: E allora, Luis, quando mi servirà un muro per non vedere più Salif chiamerò te! FELA: Avevo dimenticato che tuo nonno era italiano… FLASH BACK LUIS: Fela! FELA: Luis? Ma… è proprio lui! Ma che ci fa qui a Genova? LUIS: Hola! LUIS: Bello rivederti! Tuo zio mi ha detto dove potevo trovarti! FELA: Zio? Ah ecco perché… LUIS: Come sono contento… finalmente in Italia di nuovo e un po’ più a lungo… sai che sei proprio fortunato tu? FELA: Io? E perché? LUIS: Hai la possibilità di viaggiare in Italia… lo sai che i miei nonni erano italiani… FELA: Già… è vero… LUIS: Io sono molto fiero delle mie origini italiane, anzi, vorrei fare un annuncio! FELA: Un annuncio? Vai! LUIS: Ho deciso di diventare cittadino italiano. Le mie difficoltà sono minori delle vostre perché i miei nonni erano italiani… FELA: Chissà… magari un giorno anch’io potrò diventare cittadino italiano… SALIF: Ti piacerebbe Fela? FELA: Beh… ormai sono cittadino di due paesi… SALIF: Siamo in Italia da cinque anni: se aspetterai altri cinque anni, potrai richiedere la cittadinanza… OLGA: Mansour invece a diciotto anni avrà il diritto, se lo vuole, di diventare cittadino italiano visto che è nato in Italia… che emozione… Salif ti ricordi? SALIF: Eh sì. Quando l’ho iscritto all’anagrafe, con il suo nome e cognome, qui in Italia, ero emozionato come quando l’ho visto per la prima volta… FLASH BACK: 3 anni prima… SCENA 6 - FLASH BACK ANAGRAFE DA GIRARE SALIF, IMPIEGATO SALIF: Devo dichiarare la nascita di mio figlio. Questo è il certificato che mi ha rilasciato l’ospedale. IMPIEGATO: Mi dà anche un suo documento, per cortesia? Adesso procediamo all’iscrizione del bambino. Mi deve dire il nome adesso. Che nome dà al bambino? SALIF: Mansour Ba. IMPIEGATO: Fra l’altro lei ha fatto benissimo a venire qui a fare la denuncia di nascita e non in ospedale, perché noi lavoriamo in tempo reale. In questo momento io ho creato un nuovo individuo e lei può andare tranquillamente al suo municipio a chiedere tutti i certificati che vuole. Passiamo alle stampe. E questo è l’atto di nascita di suo figlio. Le copie sono identiche per cui è sufficiente leggerne una ma la sua firma dovrà metterla su entrambi. Lo legga tranquillamente, io intanto le stampo altre cose. Questa stampa lei dovrà restituirla all’ospedale perché una legge a tutela dei minori prevede che i bambini vengano dimessi dall’ospedale insieme alla mamma soltanto se si è certi che hanno un’identità. SALIF: Va bene. Poco dopo… SCENA 7 – INT – GIORNO SOGGIORNO OLGA SALIF FELA ANNA LUIS LUIS: Senti, Salif, devo farti i complimenti per l’ottimo cous cous. Sei stato così gentile… SALIF: Ma figurati... Il mio divertimento maggiore è fare contenti i miei amici, Olga e Anna… OLGA: Ah senti Anna… volevo chiederti una cosa… se non ti dispiace… ANNA: Dimmi, mamma. OLGA: Puoi prestarmi il tuo curiosario? LUIS. Che? FELA: E’ una specie di diario che Anna ha portato durante tutto il viaggio in Italia. FLASH BACK ANNA: Io leggo la guida! E poi, se dobbiamo fare questo viaggio, cerchiamo di imparare qualcosa! L’ho scritto anche nel mio “curiosario”… FELA: Che? ANNA: Curiosario. È un diario dove scrivo i fatti più curiosi, le novità… L’ho preso a Terni, ha un nome italiano, però … l’ho inventato io! FELA: Ma cosa c’è dentro? ANNA: Mah… biglietti, ricevute, un po’ di tutto… disegni, poesie… dai, è un diario!. ANNA: A cosa ti serve? OLGA: Te ne parlerò… volevo ricordare meglio il nostro viaggio… ANNA: Comunque, non c’è problema… non c’è niente di compromettente… Sarebbe peggio consegnarti il mio diario! Il giorno dopo… SCENA 8 – TELEFONATA INT – GIORNO – SOGGIORNO/REDAZIONE OLGA, CAPOREDATTORE OLGA: Pronto? Sì, Giulio, tutto a posto… sto studiando il dossier della Caritas… CAPOREDATTORE: Come mai? OLGA: Ho un progetto in mente, non riguarda il giornale, né le interviste… è un progetto un po’ ambizioso ma… anzi, senti, ti volevo chiedere un’informazione… posso? GIULIO: Ma certo! OLGA: Ho queste due frasi: “Il numero degli imprenditori è molto rilevante e in continuo aumento, e comprende molti immigrati che prima erano lavoratori dipendenti” e poi questa: “alcuni di loro hanno migliorato la propria formazione, e hanno reso più stabile il loro soggiorno”… secondo te fra queste due frasi quale segno di punteggiatura ci va? La virgola? GIULIO: No, la virgola qui non va bene, perché l'argomento è cambiato. OLGA: Il punto? GIULIO: No, nemmeno il punto, perché l'argomento cambia, ma non troppo: c'è un collegamento con la frase precedente. Qui il punto e virgola sta meglio del punto. OLGA. Grazie, Giulio. Scusa se ti disturbo per questi piccoli dubbi, ma mi fido di te… Poi è peggio sbagliare la punteggiatura dell’articolo che diventare un po’ noiosa... GIULIO: Stai tranquilla Olga, mi fa piacere aiutarti. Ma a questo punto devi darmi maggiori informazioni sul tuo progetto segreto… OLGA. Mmmm…. Ora no, ne parleremo a voce… ti prometto che sarai il primo a saperlo! GIULIO: Bene. È meglio tardi che mai. Allora ci sentiamo domani Olga. OLGA: Sì. Grazie di tutto, Giulio. Quella sera… SCENA 9 – INT SERA – SOGGIORNO TV SALIF E ANNA ANNA: Guardiamo i Promessi Sposi, Salif? SALIF: Il grande romanzo di Alessandro Manzoni… però non mi hai detto di chi è la regia… ANNA: Di Sandro Bolchi, un regista che si è dedicato molto alla televisione. SALIF: Va bene. Accendi la televisione. VOCE TV: Un giorno d'inverno, passando per una viottola, in un campo d'un nostro benefattore, uomo dabbene anche lui, il padre Macario vide questo benefattore vicino a un suo gran noce; e quattro contadini, con le zappe in aria, che principiavano a scalzar la pianta, per metterle le radici al sole. "Che fate voi a quella povera pianta?" domandò il padre Macario. "Eh! padre, son anni e anni che la non mi vuol far noci; e io ne faccio legna". "Lasciatela stare, disse il padre: sappiate che, quest'anno, la farà più noci che foglie". ANNA: Secondo me la mamma vuole vederli. SALIF: Dov’è la mamma? ANNA: E’ andata a mettere a letto Mansour. SALIF: Speriamo bene… VOCE TV: Si sparse la voce della predizione; e tutti correvano a guardare il noce. In fatti, a primavera, fiori a bizzeffe, e, a suo tempo, noci a bizzeffe. SALIF: Questa storia insegna qualcosa di importante… a volte un albero anche quando sembra morto può tornare a vivere … ANNA: Infatti non bisognerebbe mai abbattere gli alberi… SALIF: A proposito di alberi c’è un detto bellissimo in Senegal: sai quando è il momento migliore per piantare un albero? ANNA: No. SALIF: Vent’anni fa. E sai quando è il secondo momento migliore? ANNA: Quando? SALIF: Adesso. ANNA: E’ bellissimo… Secondo me, siamo sempre in tempo per fare qualcosa di importante… SALIF: Eh già. VOCE TV: Or dunque, alla raccolta, il cercatore andò per riscotere la metà ch'era dovuta al convento; ma colui se ne fece nuovo affatto, ed ebbe la temerità di rispondere che non aveva mai sentito dire che i cappuccini sapessero far noci. Il giorno dopo… SCENA 10 – EST – GIORNO – AUTOMOBILE SALIF MANSOUR SALIF: Eh no. Non mi ero accorto che è un parcheggio per disabili… cerchiamone un altro… MANSOUR: Sì! Nel frattempo… SCENA 11 – INT GIORNO – SOGGIORNO PC OLGA Olga guarda le foto del viaggio, apre il curiosario, sorride e ricorda… (dipende da quello che si trova nel curiosario) SCENA 12 – EST – GIORNO ASILO SALIF, MANSOUR SALIF: Dai Mansour, sbrighiamoci che abbiamo fatto tardi… MANSOUR: Dove andiamo? SCENA 13 – EST ASILO SALIF, MASSIMO SALIF: Buongiorno Massimo! MASSIMO: Ciao, Salif! Come stai? SALIF: Bene grazie. Mansour è già in giardino, vuole che vada a conoscere un suo amico… MASSIMO: Ah, benissimo! Ti volevo dire… c’è Edoardo, Edoardo Winspeare, il regista che vuole fare un film sul Celio, sta lì in giardino… SALIF: Veramente? MASSIMO: Sì. Come no? SALIF: Mi piacerebbe incontrarlo. MASSIMO: Te lo presento? Andiamo insieme? SALIF: Sì. Poi dopo devo assolutamente andare da Mansour. MASSIMO: Perfetto! Va benissimo! Andiamo! SCENA 14 – EST GIORNO ASILO SALIF, WINSPEARE SALIF: Ero interessato al film che stai girando sul Celio Azzurro. Come è nato il progetto? WINSPEARE: All’inizio non sapevo del carisma di questa scuola, del Celio Azzurro, mi son confrontato con i maestri, con i genitori, con i bambini, perché qui è tutta una famiglia. L’integrazione passa non solo attraverso i bambini ma anche i genitori e gli stessi italiani vengono integrati. Mi interessava anche l’idea che, penso, il 70% dei bambini sia di origine straniera e quindi ho iniziato a girare… SALIF: Il tuo nome non è italiano. Quali sono le tue origini? WINSPEARE: Il mio nome è di origine inglese. Io sono un vero miscuglio… perché mia madre è nata a Vienna, sua madre è nata a Praga, sua nonna è nata a Cracovia, io ho sangue americano, spagnolo, francese, danese, tutto un miscuglio. La cosa assurda poi è che io vivo in Puglia e faccio film in Puglia, in dialetto pugliese. Sono nato all’estero però fin dall’età di due settimane vivo in Puglia e la mia identità è diventata pugliese. Io penso che l’identità è qualcosa di molto complesso e la Puglia è la mia terra di adozione. SALIF: Anch’io qualche anno fa ho viaggiato e sono stato in Puglia. Ho visitato Foggia, Bari. Sono stato molto bene, è una terra molto ospitale. Quale zona della Puglia ami di più? WINSPEARE: Naturalmente la zona dove abito, il Salento. È il tacco d’Italia. la Puglia io la considero sempre come una specie di nave con la prua che solca il mediterraneo rivolta verso levante. SALIF: Ma nonostante tutto quello che hai realizzato e che stai realizzando, hai ancora un sogno nel cassetto? WINSPEARE: Lo dico a te perché sei africano: vorrei fare un film in Africa! SALIF: Ti auguro buona fortuna! WINSPEARE: Grazie! SALIF: Mi ha fatto piacere conoscerti ma ora devo assolutamente andare. Mio figlio Mansour mi aspetta per presentarmi un suo amico. WINSPEARE: Grazie a te! SCENA 15 – EST GIORNO - ASILO SALIF MANSOUR SALIF: Adesso andiamo a vedere questo tuo famoso amico… chissà da dove viene… su, andiamo in giardino… è lì che dorme vero? MANSOUR: Sì… SALIF: Dorme lì? FERMO IMMAGINE SALIF: Dov’è? MANSOUR: Questo è un peluche! SALIF: Sì. È Simba! E’ lui Simba? Ma è bellissimo questo tuo amico!! Ora direi di portarlo a casa e fargli un bel bagno, perché... sinceramente ha un aspetto peggiore di quello di Fela dopo una partita di calcio... Continua….