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Livello B1
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SCENA 0
ANNA: Ecco qua… sono soddisfatta, mamma capirà… e ora via… che l’aereo parte tra un’ora e mezza!
Esce
Poco dopo entra Fela
FELA: Anna? Oh, è già andata… volevo salutarla ancora una volta… ma… cosa c’è qui?
Alcuni giorni prima…
SCENA 1
KARIM: Ecco qua, per Anna, è un acquario zen. Dicono che rilassi e faccia bene allo spirito. Che dici, le piacerà?
FELA. Sicuramente. Ne sarà felice!
KARIM: Vado a prenderla tra poco… tu che fai?
FELA: Studio un po’… poi vado al negozio… e poi magari telefono a Meryem…
KARIM: Ma allora… arriva?
FELA: Speriamo!
KARIM: Fela?
FELA. Sì?
KARIM: Non devi prendertela. Ma è difficile mantenere i contatti a distanza… ma Meryem ti vuole bene…
FELA: Lo so.
KARIM: Comunque rimarrà una bella amicizia…
FELA: (con una smorfia) Certo, grazie...
KARIM: Figurati. Mi vuoi aiutare a completare l’acquario? I pesci sono in cucina, in una bacinella… ci pensi tu?
FELA: Va bene.
KARIM: Grazie, Fela. A dopo!
FELA. A dopo!
Più tardi…
SCENA 2
LUCIA: Ciao, Anna, sei arrivata?
ANNA: Proprio ora e sto aspettando Karim che viene a prendermi...
LUCIA: So che ti fermi solo due giorni ma dobbiamo vederci assolutamente...
ANNA: Certo... passa a trovarmi dopodomani e facciamo un po' di chiacchiere...
LUCIA: Va bene... bentornata.
ANNA: Grazie, ciao.

Nel pomeriggio…
SCENA 3
FELA. “Meravigliosamente un amor mi distringe,
e mi tene ad ogn'ora…” e pensare che è stata scritta nel XIII secolo… come capisco Giacomo da Lentini…
ANNA. Fela! Fratello!
FELA: Anna! Bentornata! Come è andata in Svizzera?
ANNA: Una esperienza bellissima...
KARIM: Com’è andata in negozio?
FELA: Bene, tutto a posto.
ANNA: Nel prossimi giorni avrà inizio anche nel suo quartiere la “raccolta differenziata porta a porta integrata”. Ottimo!
KARIM: Si, la lettera è arrivata ieri e ci spiega tutto quello che dobbiamo fare!
ANNA: Vedete! In questo opuscolo spiegano che il vetro “pulito” va nel cassonetto blu, la carta in quello bianco e così via... Ma alla fine avete messo i bidoni colorati? ...
KARIM: No, ma noi ci ricordiamo come dobbiamo dividere i rifiuti…
ANNA. Va bene, perché i clienti possono sbagliare…
KARIM: Ma i clienti non devono buttare nulla…
ANNA: Vi ricordate come ho fatto con Mansur a casa…?
FELA: Anna… ma perché non ti riposi un po’?
ANNA. Perché il mondo deve essere pulitooooo!
Più tardi…
SCENA 4
KARIM: Dai, ti porto a pranzo all’Insalata Pazza.
ANNA: Che bello… adoro quel posto!
KARIM: Per forza! Tutti cibi biologici e sani! Io uscirò con la fame…
ANNA: Ma no… sono nutrienti… è solo un’impressione!
KARIM: Prima o poi mia madre deve farti il Chorba Hamra… un tipico piatto algerino…
ANNA: Com’è fatto?
KARIM: Con carne di montone, ceci, verdure e una specie di pasta speciale… sottile… i vermicelli!
ANNA: mmm… buona…
KARIM: Ma per oggi insalata…
ANNA. Senti, Karim, pensavo al negozio… perché non proponi a Salif di vendere prodotti ecologici per la cancelleria…
KARIM: Mah… non so…
ANNA: Sai che esiste una spillatrice senza punti metallici?
KARIM: Veramente?
ANNA: E delle penne fatte in cartone riciclato?
KARIM: Sei fantastica!
ANNA: Meno male che mi dai retta almeno tu!
KARIM: Lo so amore mio… mi piaci anche per questo!
Più tardi…
SCENA 5
FELA: Accidenti… non è possibile… le cose succedono quando hai tanto da fare…
ANNA: Fela! Che fai?
FELA: È rotto definitivamente.
ANNA: È un bel po’ che lo abbiamo… e ha sempre funzionato male…
FELA: Dobbiamo rassegnarci a cambiarlo.
ANNA: Poi si è rotto proprio quando manca la mamma... come facciamo a stare senza frigorifero... si rovina tutto!
FELA: Bisogna comprarne subito uno nuovo...
ANNA: Si, ma lo compriamo di classe A++, così è a basso consumo energetico…
FELA: Sei tu l’esperta! Sai tutto su come consumare meno e non inquinare...
ANNA: Beh, sono sempre stata attenta all'ambiente... fin da quando frequentavo il Liceo mi occupavo delle “buone pratiche” per non inquinare...
FELA: Scommetto che già da bambina...
ANNA: Si, è vero... è stato dopo aver partecipato a un progetto su Educazione e Ambiente a scuola che ho capito che bisogna impegnarsi per una buona qualità della vita…
FELA: Allora scegliamo un frigorifero ecologico...
ANNA: Usciamo e andiamo a cercarne uno adatto a noi, così quando torna la mamma lo compra subito...
FELA: Agli ordini capo!
Il giorno dopo
SCENA 6
ANNA: Che bello il tuo paese…
KARIM: Questa è la Casbah di Algeri… sai che è patrimonio dell’Unesco?
ANNA: Che belle case…
KARIM: Sono tipiche del centro di Algeri, di epoca ottomana… molte sono costruite sopra case di epoca romana o anche più antiche…
ANNA: Sono particolari… che terrazze!
KARIM: Ci vorrebbe un restauro, ma è molto complesso…
ANNA: perché?
KARIM: Ci sono tanti abitanti e poi le caratteristiche delle abitazioni sono particolari…
ANNA: Prima o poi mi porterai in Algeria no?
KARIM: Ovvio!
ANNA: Chissà … magari potrei lavorare a questo progetto…
KARIM: Per me sarebbe bellissimo…
Nel frattempo…
SCENA 7
ANNA: Dobbiamo portare tutto da Cesaria però…
FELA: Eh, già, il frigorifero è rotto…
ANNA: Come faremmo senza di lei?
FELA: Davvero!
ANNA: L'ho chiamata prima e ci sta aspettando... che donna, Cesaria… è sempre disponibile anche se ha avuto una vita così difficile…
Quella sera…
SCENA 8
KARIM: Sorpresa!
ANNA: Ma Karim, hai fatto il burek!
KARIM: Già. Per la mia dolce fidanzata questo e altro... Mi sono fatto prestare la ricetta da Olga...
ANNA: Ma lo sai che è un po’ pesante …
FELA: Ma Anna! È il tuo piatto preferito!
ANNA: Mi piace molto ma c’è tanto burro… le cipolle, la carne… pesante no?
FELA: Dai qua. Ne voglio una bella fetta.
KARIM: Non mangiarlo tutto... io l'ho fatto per Anna...
FELA: ... che non lo vuole...
ANNA: Fela! Non ho detto questo… vabbè, passatemi il vassoio!
KARIM: Non devi farmi un favore, se non ti va non mangiarlo…
ANNA: Karim, scherzavo! Adoro il burek! E adoro te!
KARIM: Mmmm… non lo so…
ANNA: Datemi almeno due porzioni di burek, per favore!
KARIM: Cambiamo argomento. Anna, che facciamo domani?
ANNA: Domattina arriva il frigorifero. Salif ha voluto comprarne uno nuovo prima che ritorni Olga... poi il pomeriggio vorrei incontrare un giovane ambientalista straniero Benoit... voglio chiedere qualche informazione sulla sua associazione… mi saranno utili nel mio lavoro…!
KARIM: Allora ti vengo a prendere dopo e andiamo al cinema… va bene?
ANNA: Benissimo!
Il giorno dopo…
SCENA 9
ANNA: Allora… qui dice: “Prima di avviare il frigorifero, seguire le seguenti procedure: posizionare l’apparecchio in un luogo aerato, lontano da fonti di calore; inserire il cavo di alimentazione direttamente in una presa elettrica; regolare correttamente la temperatura interna a seconda delle stagioni e della temperatura esterna; lasciare il frigorifero con la porta chiusa per almeno 8 ore prima di inserirvi alimenti.
LUCIA: Mi pare che abbiamo fatto tutto… però possiamo riempirlo solo stasera…
ANNA: Sì, però bisogna leggere bene anche le precauzioni per farlo durare a lungo… Ascolta: evitare di tenere aperta la porta a lungo; pulire delicatamente l'interno con un panno umido senza detersivi; non sovraccaricare i ripiani; non mettere nel frigorifero alimenti caldi.
LUCIA: Giusto…
ANNA: Speriamo che seguano le mie indicazioni ora che parto…
LUCIA: Stai tranquilla...
ANNA: Tranquilla! Lo so, sono un po’ fissata…
LUCIA: NOOOO!
ANNA: Però pensa a quanto si potrebbe fare… sai che esistono addirittura cucine che usano solo energia solare?
LUCIA: Davvero?
ANNA: Sì. È un mondo tutto speciale e naturale… sono case ecosostenibili!
LUCIA: E se piove?
ANNA: Si mangiano cibi crudi! Adesso andiamo… ho un appuntamento!
Più tardi…
SCENA 10
FELA: Avendo gran disio, dipinsi una pintura, bella, voi simigliante…” quanto mi piace questa poesia di Giacomo da Lentini… anch’io vorrei saper dipingere per poter dipingere Meryem…
KARIM: Fela! Sei molto romantico… di dove era Giacomo da Lentini?
FELA: Siciliano. Viveva alla corte di Federico II. Ma secondo te, se cominciassi a dipingere?
KARIM: Ti manca solo quello!
Nel frattempo…
SCENA 11
Anna:Sei Tu Benoit?
Benoit Kuevi: Si sono io, e tu sei Anna?
Anna: Si,cosa state facendo oggi?
Benoit Kuevi: Oggi stiamo facendo una campagna che si chiama spiagge e fondali puliti..una campagna in cui noi incontriamo i ragazzi delle scuole, gli spieghiamo un pò le cose sulle spiaggia,perche rispettare l’ambiente, e raccogliamo anche i rifiuti..raccogliamo la carta,la plastica,il vetro..questi rifiuti verranno riusati
Anna: Senti,io sono un architetto che si occupa di architettura ecosostenibile,ma tu mi insegni che l’ambiente bisogna rispettarlo altrimenti si rischia..
Benoit Kuevi: Si l’ambiente va rispettato. Come dico sempre,è come fosse casa nostra..che non possiamo mettere i rifiuti nella nostra casa,e anche nell’ambiente..l’ambiente va proprio curato, rispettato
Anna: Di cosa altro ti occupi?
Benoit Kuevi: Mi occupo di due campagne, una si chiama “Non scherzate con il fuoco” e uno “Operazioni fiumi”.La prima è sul fuoco. Noi diamo informazioni alla gente, ai ragazzi su come evitare un incendio o come,quando si sta di fronte a un incendio come comportarsi. E per “Operazioni Fiumi”, è una campagna itinerante,in cui possiamo andar in dieci o undici regioni ed incontriamo le amministrazioni locali,ripuliamo i fiumi, incontriamo soprattutto i ragazzi, gli spieghiamo cos’è un alluvione, una frana,parliamo del rischio idrogeologico, come evitarlo o come proteggerci da questi rischi..
Anna: Tu sei africano come il marito di mia madre,di dove sei?
Benoit Kuevi: Vengo dal Togo..
Anna: e da quanti anni vivi in Italia?
Benoit Kuevi: Il mio paese ha avuto l’indipendenza nel 1960. Il primo presidente è stato del Sud,un uomo del Sud, perché da noi c’è contrasto tra Nord e Sud,quindi nel 1963 ci fu un golpe,quattro anni dopo è salito al potere un altro presidente che è rimasto al potere fino al 2005. Io essendo, tra virgolette, un esponente del partito che si opponeva al governo,ho visto la mia vita che era in pericolo quattro anni fa,perciòho deciso di lasciare il mio paese di andare via e di venire in Italia …
Anna: Grazie mille Benoit sei stato molto utile,ciao
Benoit Kuevi: Grazie….
Più tardi…
SCENA 12
ANNA: Non si vede niente… come mai?
KARIM: Non si accende! Hai premuto il bottone di avvio?
ANNA: Ah ecco, ora è acceso…!
KARIM: Bene, così cerchiamo subito il volo per me. Risparmiamo sicuramente se lo prenotiamo ora.
ANNA: Non vedo l’ora di farti vedere cosa sto facendo…
KARIM: Dovresti invitare anche tua madre…
ANNA: L’ho fatto. Ci tengo a mia madre anche se a volte la faccio disperare…
KARIM: È vero. Ma fa parte della tua vivacità…
ANNA: Voglio farle un regalo…
KARIM: Ecco! Metto un sito per cercare i voli…
ANNA: Ecco qua…
KARIM: Questo è un buon volo…
ANNA: Tu dovresti partire il 25… questo è per il 24… Salif sarà già qui?
KARIM: Salif torna il 24. Possiamo chiedere a Fela se quel giorno mi sostituisce lui…
ANNA: Giusto. Vedrai che Fela ci aiuterà! (guarda la cartina) io intanto ho avuto l’idea per il mio regalo! Domattina, prima di partire, sistemo tutto!
KARIM: Però ricorda di essere puntuale! Domani l’aereo parte alle 11!
ANNA: Va bene capo!
La mattina dopo…
SCENA 13
ANNA: Ecco qui… sono soddisfatta, mamma capirà… e ora via… che l’aereo parte tra un’ora e mezza!
Esce
Poco dopo entra Fela
FELA: Anna? Oh, è già andata… volevo salutarla ancora una volta… ma… cosa c’è qui?
FELA: “Cara mamma, so bene che ogni tanto ti faccio perdere la pazienza. Ho così tante idee in testa che a volte esagero… Mi dispiace che al mio ritorno tu eri fuori per lavoro e non ci siamo potute vedere... Così ho pensato di farmi perdonare contribuendo alla tua Italia unita. È un ramoscello di ulivo. Prima di tutto, l’ho scelto perché è un simbolo di pace, e spero che tra noi la pace ci sarà sempre, sempre. E poi è uno dei simboli più belli del Mediterraneo. E l’Italia unita è un paese che si affaccia su questo splendido mare, proprio come la nostra Croazia, che tu mi hai insegnato ad amare. Ti voglio bene, mamma.
La tua bambina
FELA: Anna è davvero una ragazza speciale!!
Continua…
LE PAROLE DELL’ITALIANO
La famiglia Bà ha comprato un bel frigorifero nuovo. Noi ne approfittiamo per imparare a leggere e a capire le istruzioni per l’uso che accompagnano non solo i frigoriferi, ma tutti gli elettrodomestici, cioè gli apparecchi elettrici che si usano in casa, come la lavatrice, la lavastoviglie, l’aspirapolvere, e anche gli apparecchi che non servono per pulire o lavare, come per esempio il televisore o il computer. Sentiamo quello che legge Anna:
ANNA: Prima di avviare il frigorifero, seguire le seguenti procedure: posizionare l’apparecchio in un luogo aerato, lontano da fonti di calore; inserire il cavo di alimentazione direttamente in una presa elettrica; regolare correttamente la temperatura interna a seconda delle stagioni e della temperatura esterna; lasciare il frigorifero con la porta chiusa per almeno 8 ore prima di inserirvi alimenti.
Qualche volta, i libretti d’istruzione, invece di aiutarci, rendono le cose più difficili, perché adoperano parole poco comuni,parole difficili. Per esempio, avviare vuol dire semplicemente accendere; un apparecchio è un elettrodomestico qualunque, e tutti gli elettrodomestici hanno un cavo di alimentazione, cioè un filo elettrico che finisce con una spina. Per avviare il nostro apparecchio dobbiamo mettere la spina in una presa. Le fonti di calore sono il fuoco, il sole, i termosifoni o le stufe: normalmente, gli elettrodomestici devono stare lontani da queste fonti di calore. Tutti gli elettrodomestici hanno un pulsante o un bottone di avvio o di accensione, che serve ad accendere e a spegnere l’apparecchio.
ANNA: Non si vede niente… come mai?
KARIM: Non si accende! Hai premuto il bottone di avvio?
Torniamo al frigorifero di casa Bà, e sentiamo altre istruzioni per usarlo bene ed evitare guasti (cioè per evitare che si rompa):

ANNA: evitare di tenere aperta la porta a lungo; pulire delicatamente l'interno con un panno umido senza detersivi; non sovraccaricare i ripiani; non mettere nel frigorifero alimenti caldi.
Avete notato una cosa? Le istruzioni per l’uso dicono quello che si deve o non si deve fare sempre nello stesso modo: con i verbi all’infinito: evitare, non sovraccaricare, non mettere, pulire delicatamente. Invece, già sappiamo che quando siamo noi a dare un ordine a una persona, di solito usiamo l’imperativo: evita, evitate, non sovraccaricare, non sovraccaricate, non mettere, non mettete, pulisci, pulite. L’infinito per dare istruzioni possiamo trovarlo anche nelle ricette di cucina. Che dice la ricetta del ragù al pomodoro? Lavare i pomodori, passarli nel passaverdure, tritare la carne, mettere in un tegame burro e olio, insaporire la carne nel legame per qualche minuto, aggiungere il sale e il pomodoro e mescolare lentamente.
[Vi ricordate?] Lentamente. Che cos’è questa parola che finisce in –mente? In grammatica si chiama avverbio di modo, e spiega in che modo succede qualcosa. I nostri amici hanno usato spesso questi avverbi di modo nella puntata 19 della III serie. Ve ne ricordate?
Riprendere da Le parole dell’italiano III, 19 le seguenti battute:
OLGA: Guardalo attentamente!
FELA: Lo so… ma mi sto impegnando seriamente per ottenere un bel voto l’esame…
SALIF: Questi ricordi ci accompagneranno dolcemente fino alla vecchiaia, Olga!
Piccola storia dell’italiano
Alla corte di Federico II
Oggi Fela ci ha letto alcuni versi di una delle più antiche poesie scritte in una lingua italiana, una poesia scritta nel XIII secolo da Giacomo da Lentini, alla corte di Federico II. XIII secolo. Per molto tempo ancora dopo il 960 d. C. ( che è, forse lo ricorderete, l’anno del Placito di Capua), in Italia le nuove lingue nate dal latino sono state usate solo per parlare e per scrivere cose pratiche. Se si doveva scrivere qualcosa di importante o di artistico si usava il latino, che continuava ad essere la lingua delle persone colte, degli scienziati e dei poeti. Un cambiamento fondamentale, da questo punto di vista, si ebbe fra il 1220 e il 1250 in Sicilia, presso la grande corte dell’Imperatore e re di Sicilia Federico ll. Federico II non è stato solo un grande uomo di stato; è stato anche un grande uomo di cultura. La sua corte è stata il punto d’incontro di almeno quattro culture: quella greca, quella latina, quella araba e quella ebraica; questo perché lui chiamò accanto a sé intellettuali e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Molti dei suoi collaboratori furono anche bravissimi poeti, e furono tra i primi, in Italia, a scrivere poesie non in latino, ma nella lingua del posto: il siciliano parlato in Sicilia; naturalmente non un siciliano popolare, ma un siciliano elegante. I poeti della corte di Federico II formarono un gruppo noto come la scuola poetica siciliana. Grazie a loro, per la prima volta in Italia una lingua locale fu usata normalmente per scrivere opere di alta poesia. Per questo i poeti della scuola siciliana hanno lasciato una traccia profonda nella tradizione di tutta quanta la poesia italiana. Arrivederci!
LA BUSSOLA
Proteggiamo l’ambiente
Proteggere l’ambiente che ci circonda vuol dire proteggere la nostra salute e quella degli altri (art. 32 Costituzione).
Tutti abbiamo il dovere di tutelare l’ambiente e allo stesso modo tutti abbiamo il diritto di vivere in un ambiente sano.
La Convenzione Europea sulla salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e la nostra Costituzione non prevedono espressamente un diritto dell’uomo a vivere in un ambiente sano.
Solo negli anni ’70 l’ambiente viene riconosciuto come un valore importantissimo, tant’è vero che oggi la sua salvaguardia può comportare la limitazione di altri diritti, come ad esempio il diritto di proprietà o la libertà di impresa. In quanto bene da tutelare e proteggere, l’ambiente richiede interventi da parte dello Stato.
Ecco perché, su questo tema, lo Stato Italiano, con le sue leggi, fissa delle regole generali, che troviamo raccolte nel Testo Unico sull’ambiente (Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152). Queste norme intervengono per proteggere e regolare ogni parte dell’ambiente che ci circonda: il suolo, l’aria, l’acqua. Sono poi le Regioni e i Comuni ad attuare queste regole generali, trovando il modo migliore e più efficace per garantire un ambiente sano.
Una delle tante regole da rispettare è quella di fare la raccolta differenziata dei rifiuti, proprio come dovranno fare gli abitanti del quartiere dove si trova il negozio di Salif.
SCENA 3 - NEGOZIO SALIF
ANNA: (legge) Nel prossimi giorni avrà inizio anche nel suo quartiere la “raccolta differenziata porta a porta integrata”. Ottimo!
KARIM: Si, la lettera è arrivata ieri e ci spiega tutto quello che dobbiamo fare.
Anna mostra l'opuscolo allegato alla lettera dove ci sono le foto esplicative.
ANNA: Vedete! In questo opuscolo spiegano tutto quello che si deve fare... il vetro “pulito” va nel cassonetto blu, la carta in quello bianco e così via... Ma alla fine avete messo i bidoni colorati? ...
Nella terza serie di In Italia (puntata 7, puntata 10 e puntata 11) abbiamo già affrontato il tema del diritto a un ambiente sano.
Abbiamo anche visto quali sono le piccole attenzioni che ciascuno di noi deve avere, come la raccolta differenziata dei rifiuti, il risparmio energetico o la riduzione dell’uso dei detersivi.
Ma come si fa la raccolta differenziata dei rifiuti?
Dipende dal Comune dove si vive. È il Comune, infatti, che decide in che modo deve essere attuata.
Nella maggior parte dei Comuni d’ Italia, ogni persona residente deve dividere i rifiuti umidi dai rifiuti di vetro, dai rifiuti di plastica, dai rifiuti di metallo e da quelli di carta, gettandoli nei vari contenitori, che hanno un colore diverso a seconda delle cose che dobbiamo buttare.
In alcuni Comuni si fa anche la raccolta differenziata “porta a porta”.
Se non si rispetta l’obbligo della raccolta differenziata si può anche avere una multa.
Per ridurre l’inquinamento dell’aria, dal primo gennaio 2011 c’è il divieto di produrre, mettere in commercio e usare i sacchetti in plastica non biodegradabili. Questo divieto attua una direttiva dell’Unione Europea (Direttiva UE 2004/12/CE).
Sempre per ridurre l’inquinamento dell’aria, i Comuni possono bloccare il traffico nelle città per una o più giornate ad autovetture con motori che non hanno un dispositivo non inquinante. Oppure possono prevedere zone a traffico limitato dove circolano solo le autovetture dei residenti di zona. Anche in questo caso, non rispettare il divieto comporta l’applicazione di una multa.
Per proteggere l’ambiente, bisogna anche non sprecare l’acqua, utilizzandola ad esempio solo per il tempo strettamente necessario.
Bisogna, quindi, risparmiare l’energia, utilizzando nelle nostre case o nei luoghi dove lavoriamo lampadine o elettrodomestici a basso consumo.
SCENA 6 – CASA BA - CUCINA
ANNA: Se vuoi ti accompagno a comprarne uno nuovo. Lo cerchiamo di classe A++, così è a basso consumo energetico…
OLGA: Sei tu l’esperta!
Si può risparmiare energia anche facendo installare un impianto fotovoltaico, cioè i pannelli solari che producono elettricità utilizzando la luce del sole. Lo Stato italiano sostiene con finanziamenti e incentivi,chi usa un impianto fotovoltaico.
Con queste agevolazioni, lo Stato dà, quindi, la possibilità a tutti noi di realizzare una di quelle “case solari ed ecosostenibili” che piacciono tanto ad Anna.
SCENA 11
Anna intervista il giovane ambientalista originario del Togo Benoit Kuevi operatore del Servizio Civile della Lega Ambiente sul suo lavoro di ambientalista.
Proteggiamo, quindi, l’ambiente, rispettando tutte queste regole. Solo così potremo vivere in un ambiente sano e proteggere la nostra salute e quella degli altri.