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Il nuovo Regolamento dei CPIA

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 Il nuovo Regolamento dei CPIA


Il nuovo Regolamento dei CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2013, n. 47, il DPR 263 del 29 ottobre 2012 Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, ai sensi dell'art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
Il 20 marzo 2013 si è insediato il Gruppo Tecnico nazionale per l'Istruzione degli Adulti (IdA) al fine di fornire contributi e approfondimenti per la stesura delle 'linee guida', come previste dall'art.11, comma 10, del suddetto Regolamento, che definiscono "il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell'autonomia organizzativa e didattica dei percorsi di primo e secondo livello con l'adattamento dei piani di studio di cui ai regolamenti emanati con i decreti del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, numeri 87, 88 e 89, ai criteri e alle modalità per la definizione degli strumenti di flessibilità di cui all'articolo 4, comma 9".

Link del testo del nuovo Regolamento:
http://www.indire.it/ida/content/index.php?action=lettura&id_m=8114&id_cnt=8120

Il nuovo Regolamento conferma che i CPIA saranno riferimento per l’obbligo d’istruzione, potendo rilasciare il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, la certificazione delle competenze connesse all’obbligo di istruzione e il riconoscimento formale dei percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana; il rilascio dei diplomi dell’istruzione tecnica e dell’istruzione professionale, invece, resta in capo alle istituzioni scolastiche sede dei corsi serali.
Questi gli strumenti previsti dal nuovo regolamento:
- l’organizzazione per classi è superata dall’organizzazione in due livelli: il primo per il conseguimento della “licenza media” e delle competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione; il secondo, per il conseguimento di un diploma di istruzione tecnica, di istruzione professionale e di liceo artistico;
- il riconoscimento dei crediti, comunque acquisiti dalle persone, anche nel tempo libero, con la definizione del “Patto formativo individuale”. Ciascun adulto potrà sapere a quale livello si inserisce e quale percorso didattico dovrà seguire. Rispetto ai percorsi per i ragazzi, l’orario è ridotto del 30%. E’ previsto anche l’insegnamento a distanza per il 20% del percorso. Non si dovrà ricominciare daccapo nelle materie per le quali l’adulto ha ottenuto riconoscimento di quello che sa, eliminando così la frustrazione, oggi causa di molti abbandoni da parte di coloro che iniziano questi percorsi;
- ai centri territoriali potranno iscriversi anche i giovani di sedici anni che non hanno assolto all’obbligo di istruzione e gli adulti stranieri per seguire percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, con il rilascio della relativa certificazione necessaria per l’ingresso nel mondo del lavoro;
- gli organi collegiali dei centri territoriali saranno diversi da quelli delle scuole
ordinarie. Ad esempio, il consiglio di classe sarà sostituito dal consiglio di livello.